ILPORTICODELLAPAROLA
Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio

L'anno pastorale 2008-2009 si apre con un evento molto significativo: il Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa. Questo ci costringe in qualche modo a concentrare in questa rubrica l'attenzione su questo argomento, di vitale importanza per tutta la chiesa, per i singoli fedeli e, come si augura il Sinodo per ogni religione e per tutti gli uomini. Non si tratta soltanto di scrutare con attenzione il messaggio contenuto nella Parola di Dio, ma di accostarci con devozione e con senso di profondo ascolto a questa Parola, così come chiede Dio stesso: "ascolta, Israele". Un ritornello che scandisce i capitoli 4-20 del Deuteronomio e si conclude con un sorprendente "«Fà silenzio e ascolta, Israele!". Quest'ultimo invito ci porta al centro del significato dell'ascolto, perché preceduto dal silenzio. E' necessario creare quella cassa di risonanza, che permette a ciò che ascoltiamo di essere assimilato, di "risuonare" appunto, all'interno di tutta la nostra vita. Si dice di S. Francesco: Irradiato in tal modo dallo splendore della luce eterna, attingeva dalla Parola increata ciò che riecheggiava nelle parole.(FF,640) Certo, esplorare tutti i sensi della Parola di Dio è un'impresa che nessuno ha mai potuto portare a termine; tantomeno noi. Ma proviamo soltanto a gustare qualche briciola, qualche frammento, di quell'immenso banchetto dove si distribuisce la Parola.
P. Lorenzo

Parola: Parola divina e Parola poetica.

 
In genere usiamo il termine “Parola” (con la P maiuscola) per riferirci alla Parola di Dio. E questa è la prima e principale accezione di cui si terrà conto. Infatti non c’è miglior linguaggio per parlare di Dio che quello poetico. C’è, però, anche una parola non divina, o quasi divina come pensavano gli antichi, che è la parola per eccellenza, cioè la poesia. E’ la Parola che cerca di andare oltre le parole. E’ la Parola rivelatrice di campi magnetici e gravitazionali inediti; è la Parola evocatrice di sensi reconditi; è la Parola che cerca, che indaga, che sanguina, che accusa e lenisce, che amalgama gli impossibili, che scompare nel nulla quando è sovrastata dall’onnipotenza divina e viene umiliata dalla prepotenza umana; è la Parola che tenta di dire ciò che non è dicibile. Come si vede le analogie con la Parola di Dio non sono poche. La proposta è ambiziosa. I risultati non sono assicurati.
P. Lorenzo