Sin dai primi secoli cristiani, si avvertì la necessità di manifestare le ragioni della fede cattolica, difendendola dunque dagli attacchi che le provenivano sia dall’interno (varie eresie e deviazioni dottrinali) sia dall’esterno (cioè dai pagani che, per ignoranza o pregiudizio, muovevano forti critiche al Cristianesimo). Sorsero dunque, tra i fedeli, numerosi pensatori che si dedicarono ad una quanto mai preziosa e feconda opera di apologia. Questo termine viene dal greco

che propriamente significa “parlare in propria difesa, difendersi, giustificarsi”, in altri termini spiegare le proprie ragioni e le motivazioni delle proprie azioni. Anche in seguito, quando erano cessate le persecuzioni ed era stata riconosciuta ai cristiani la possibilità di manifestare apertamente il proprio credo, l’apologia ha continuato a mantenere intatta la propria vitalità e la propria importanza, visto il proliferare di errori in maniera dottrinale e di contestazioni concernenti l’agire e l’operato della Chiesa. Soltanto negli ultimi tempi sembra, all’interno del mondo cattolico, meno presente di prima, forse in ossequio ad un malinteso senso del dialogo.
In effetti, tra i cattolici, non manca chi, magari spinto dalla nobile intenzione di rendere più facile il dialogo con altre religioni e, più in generale, con chi non condivide la nostra fede, ha in un certo senso rinunciato all’apologia. Gli effetti perniciosi di tale scelta sono però sotto gli occhi di tutti: forti sbandamenti dottrinali (a volte, persino all’interno della Chiesa), difficoltà da parte dei cattolici di fronte alla marea di accuse che provengono da certi ambienti laicisti ed anticlericali e che mettono seriamente in discussione l’essenza stessa della Chiesa ed il suo operare.
A questo proposito non va sottovalutata l’opera di attacco sistematico fatta a livello storico contro la Chiesa visto che spesso la “vulgata” corrente e purtroppo dominante sui libri di testo scolastici tende a presentare i secoli Cristiani come epoche dominate dall’oscurantismo, dall’intolleranza, dalle barbarie. Non mancano poi quanti, nell’epoca presente, contestano radicalmente il modo di essere della Chiesa e le posizioni da lei prese sulle tematiche di più stringente attualità.
La virulenza di tali attacchi, nonché lo spazio ad essi concesso da parte dei mass-media, dà talvolta a noi cattolici la sgradevole sensazione di sentirci quasi assediati in un mondo sempre più ostile alla visione cristiana della vita. In questo contesto sociale, la necessità di un’opera apologetica di spiegazione delle nostre tesi, di difesa delle nostre ragioni, di confutazione degli attacchi provenienti da più parti risulta quanto mai urgente, onde essere davvero pronti a «rendere ragione della speranza che è in noi» (Cf. 1 Pt 3,15). In questa sede basterà aver accennato a questa esigenza; in futuro, se ci sarà la possibilità, approfondiremo ulteriormente singoli aspetti ed argomenti concernenti la storia della Chiesa ed il suo operare nella società attuale.
Maurizio Cancelli
Collaboratore della Congregazione delle Cause dei Santi